mercoledì 4 febbraio 2015

I’ amigh d’Ostia VI

L’amigh Palì e ciapa la parola
E l’appresênta sobit l’ustariol
Pu Angiuli che pênsa a la manzola
E Bigulôn che ven da Mindariol.

I du Zema ch’i è d’raza rumagnola,
Cudero, ravennate, campagnol,
E Gob e Baldamà curesta d’scola,
E quast e des le Rossi rumagnol

Quist i è i amigh ch’in s’abbandona mai
I sta in s’la breccia nech fena a matêna
E i scorga neca lo dal beli scai

Ades prema d’magnè la nostra zena
Les’andè i pinsir e tot i guai
E fas sinti una bela rumanzêna

L'amico Palì prende la parola
E presente subito l'oste
Poi Angelino che pensa alla Manzola
E Ombelicone che viene da Mandriole

I due Zama che sono di razza romagnola,
Cudero, ravennate, campagnolo.
Il Gobbo e Baldamà corista di scuola
E questo dirre è Rossi romagnolo

Questi sono gli amici che non si abbandonano mai
Stanno sulla breccia anche fino a mattina
E vedono anche loro delle belle sbornie

Adesso prima di mangiare la nostra cena
Lascia andare i pensieri e tutti i guai 
E facci sentire una bella romanza

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