L’amigh
Palì e ciapa la parola
E
l’appresênta sobit l’ustariol
Pu
Angiuli che pênsa a la manzola
E
Bigulôn che ven da Mindariol.
I
du Zema ch’i è d’raza rumagnola,
Cudero,
ravennate, campagnol,
E
Gob e Baldamà curesta d’scola,
E
quast e des le Rossi rumagnol
Quist
i è i amigh ch’in s’abbandona mai
I
sta in s’la breccia nech fena a matêna
E i
scorga neca lo dal beli scai
Ades
prema d’magnè la nostra zena
Les’andè
i pinsir e tot i guai
E
fas sinti una bela rumanzêna
L'amico Palì prende la parola
E presente subito l'oste
Poi Angelino che pensa alla Manzola
E Ombelicone che viene da Mandriole
I due Zama che sono di razza romagnola,
Cudero, ravennate, campagnolo.
Il Gobbo e Baldamà corista di scuola
E questo dirre è Rossi romagnolo
Questi sono gli amici che non si abbandonano mai
Stanno sulla breccia anche fino a mattina
E vedono anche loro delle belle sbornie
Adesso prima di mangiare la nostra cena
Lascia andare i pensieri e tutti i guai
E facci sentire una bella romanza
E presente subito l'oste
Poi Angelino che pensa alla Manzola
E Ombelicone che viene da Mandriole
I due Zama che sono di razza romagnola,
Cudero, ravennate, campagnolo.
Il Gobbo e Baldamà corista di scuola
E questo dirre è Rossi romagnolo
Questi sono gli amici che non si abbandonano mai
Stanno sulla breccia anche fino a mattina
E vedono anche loro delle belle sbornie
Adesso prima di mangiare la nostra cena
Lascia andare i pensieri e tutti i guai
E facci sentire una bella romanza
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